Parole chiave
Topografia di Manila
{2 Dicembre- la partenza} {3 Dicembre - arriviamo a Manila}
{4 Dicembre - visitiamo il centro nutrizionale e la clinica; l'importanza
del volontariato}
{5
Dicembre - celebriamo le S.
Comunioni - visita a Happy Land},
{6
Dicembre - giornata di
Battesimi - S. Messa in collegamento telefonico con Paderno}, 7
Dicembre
Raccontare il
viaggio a Tondo in forma di diario, puo' sembrare un'idea un po'
bizzarra,
ma in fondo è forse il modo più diretto per cercare di far
vivere passo dopo passo questa avventura a chi non ha potuto
farlo in prima persona
.DIARIO DI UN LUNGO
VIAGGIO
(dicembre
1998)
Prima di entrare nel vivo del
racconto facciamo una breve panoramica sulla topografia di Manila.
Manila è composta da ben 13 città di cui una è Manila City, a
sua volta costituita da innumerevoli Barangay, che equivalgono a
quelle che possono essere le nostre 'frazioni". Tondo è una
delle frazioni di Manila City, forse la più povera in assoluto.
La lingua ufficiale delle Filippine è il Tagallo, ma l'inglese
è la lingua che si utilizza comunemente anche nelle scuole.
La Parrocchia a noi gemellata è una sola, quella di S. Paolo Apostolo ma le attività di supporto e di aiuto alla
popolazione sono divise tra due "comunità" . Le Chiese
e le strutture annesse a questa Parrocchia sono infatti due: una
al centro di Tondo in un groviglio di vie affollatissime di
casupole in muratura e di baracche, l'altra in una sorta di
'frazione" della città, Mag Say Say.
Guardandosi attorno si vedono solo baracche di lamiera, stanze di pochi metri quadrati dove vivono intere famiglie, le più con cinque o sei figli. Per le strade ci sono migliaia di macchine e "autobus", di uomini che con i risciò trasportano altra gente, di gente che fuori dalla propria casa riempie catini di acqua e lava i panni o si fa la doccia. Nonostante l'evidente mancanza di pulizia delle strade e delle case, c'è un immenso rispetto della persona: anche i bambini che giocano sulla spazzatura hanno abiti dignitosi e puliti, in ogni angolo ci sono donne che lavano la biancheria ed in ogni baracca ci sono panni stesi ad asciugare.
Muovendosi lungo le strade di questa
immensa città non si vede altro che un brulicare di gente che
cammina e di bambini
che senza neppure rendersi conto dell'estrema povertà in cui
vivono giocano e schiamazzano felici.
Nessuno porta l'orologio, nessuno bada al traffico o
all'inquinamento, pochi hanno un lavoro fisso e vivono per lo
più "arrangiandosi" alla meglio. Ma ora partiamo con
il racconto
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2 Dicembre: Siamo partiti da Paderno e siamo tutti un po' più ansiosi di conoscere la realtà in cui si vive alla periferia di Manila, di concretizzare quello che è stato per anni il racconto di coloro che quella povertà l'hanno potuta vedere. Senz'altro da Tondo non torneremo senza essere un po' diversi nel modo di giudicare tutto quello che ci accade giorno dopo giorno.
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3 Dicembre: Finalmente Manila. Fa molto caldo nonostante sia sera, ha appena piovuto e c'è un tasso di umidità al quale non siamo abituati, ma l'emozione è tale che in fondo il repentino cambio di clima non ci pesa neppure molto. Arrivano Padre Giovanni e Padre Emilio, attuali responsabili della parrocchia di S. Paolo Apostolo di Tondo e con loro c'è Tess, una delle ragazze che si impegnano nel volontariato parrocchiale e gestiscono con il massimo della cura il gemellaggio Pademo-Tondo. Tess si avvicina e regala a ciascuno di noi una ghirlanda di fiori profumatissimi preparata dai ragazzi della Parrocchia in vista del nostro arrivo.
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4 Dicembre:A Tondo visitiamo subito il Centro Nutrizionale e quello medico, le prime due strutture che sono state costruite attorno alla Parrocchia, grazie al contributo finanziario del Signor Roberto Varisco. Ci sono volontari, medici ed aiutanti, che operano ogni giorno al centro medico, facendo terapie e visite gratuite. C'è molta gente che aspetta una visita, qualcuno sta facendo ginnastica di riabilitazione e qualcuno terapie per l'artrosi. Una volta alla settimana ai bambini che partecipano al programma nutrizionale viene dato il gelato al posto del latte per reintegrare le carenze di calcio: la denutrizione e le sindromi carenziali sono i problemi più diffusi tra i bambini molto piccoli.
Oggi qui ce ne sono tanti di bambini, tutti piuttosto incuriositi dalla nostra presenza: ci guardano attentamente, parlottano tra di loro e sorridono. E' strano: qui tutti sorridono. Camminano scalzi, non hanno lavoro, sono malati e denutriti, ma tutti sorridono.
Per tornare all'attività del centro nutrizionale, Padre Giovanni ci spiega che ogni giorno vengono al centro alcuni bambini tra i più denutriti del quartiere con le loro mamme e ricevono alternativamente latte, riso e carne. Nel periodo in cui i bambini frequentano il centro, alle mamme viene insegnato come e cosa cucinare per i loro piccoli. Quando smettono di usufruire direttamente del centro nutrizionale perché le condizioni di salute vanno migliorando, alle mamme viene venduto il riso ad un prezzo simbolico in modo che esse possano continuare a casa a fare da mangiare per i bambini. Tra i compiti del personale che opera al centro nutrizionale c'è anche quello di insegnare che l'igiene è una cosa importante per prevenire le malattie, partendo dai piccoli gesti da compiere quotidianamente, come il lavarsi le mani prima di mangiare ed il lavarsi i denti dopo mangiato. Padre Giovanni punta molto sul discorso di non limitarsi ad aiutare passivamente le famiglie, insegnando invece loro come comportarsi per migliorare le condizioni di vita e di sopravvivenza.
Padre Giovanni e Padre Emilio sono concordi nel riferire che, seppur con mille difficoltà, anche tra le persone più povere comincia a farsi strada l'idea dell'importanza del volontariato.
Mentre Padre Giovanni ci racconta dell'inizio di questa sua avventura insieme a Padre Stefano, primo fautore del nostro gemellaggio, ci muoviamo verso Mag Say Say.
Padri Giovanni ci racconta delle mille difficoltà iniziali, della paura di dover affrontare da soli questa impresa di "recupero", delle lotte continue con le personalità politiche più in vista per avere almeno un minimo rispetto per la gente della periferia. A guardarlo mentre ci parla si vede che la sua gente è la sua vita, che è felice delle difficoltà che negli anni ha dovuto affrontare e dei piccoli passi fatti ogni volta fino a raggiungere molti obiettivi: le strade, le Chiese, i centri di accoglienza, i volontari, gli aiuti delle famiglie Italiane da cui loro hanno cercato appoggio, la costruzione degli asili, i progetti di adozione, la quasi completa distruzione della Smokey Mountain (ossia la montagna di spazzatura di Manila su cui vivevano centinaia di famiglie smistando a mani nude i rifiuti per rivendere ciò che era ancora riutilizzabile). Un passo alla volta si può arrivare lontano con pazienza, dedizione e rispetto della mentalità di un popolo che è stato abituato a vivere facendosi calpestare.
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5 Dicembre: E' giorno di festa: oggi vengono celebrate le S. Comunioni e le S. Cresime.
Il Vescovo di Manila è presente per la celebrazione delle cresime: non esistono formalità, si intrattiene con noi a raccontare come è organizzata la Chiesa nelle Filippine, si lascia circondare dai bambini che schiamazzano nel cortile per attirare la nostra attenzione e poi si nascondono dietro di lui per non farsi fotografare. Don Massimo insieme a Padre Giovanni concelebrerà la Messa nella Parrocchia di Tondo per le prime comunioni. E' una vera festa. Prima dell'inizio della celebrazione vera e propria ogni bambino è chiamato all'altare e qui viene accompagnato dai genitori - e nel caso non vi siano più - da una catechista. Sono i bambini stessi che animano la loro S. Messa: qui le celebrazioni vissute con una intensità senza pari. Dopo la S. Messa non si usa fare festa: la festa è in Chiesa con il Signore, dopo di che ciascuno ritorna ai suoi normali impegni quotidiani.
Noi abbiamo invece un'altra tappa importante che ci aspetta: la visita al quartiere più povero di Tondo, Happy Land. Si, proprio la città della gioia, costruita su palafitte sotto cui scorre acqua fognaria, sotto cui si accumulano rifiuti di un intero quartiere. Sono baracche, una ammassata all'altra, di pochi metri quadrati, affollate da famiglie numerose che un tempo vivevano smistando i rifiuti della Smokey Mountain e che oggi non c'è più. Non ci sono più tutti i rifiuti della città, ma la situazione non è migliorata di molto. In ogni angolo cè spazzatura ed in ogni angolo ci sono bambini scalzi che vi camminano in mezzo facendo quello che fanno i bambini in tutto il mondo: giocano. La montagna fumante non c'è più e anche se ciò non ha portato a risollevare le sorti di queste famiglie disperate, almeno si è bloccata l'immigrazione dalle isole di persone allettate solamente dall'idea di potersi arricchire vendendo spazzatura. E' fortissimo il contrasto con la nostra realtà: non ci sono aiuti statali, sovvenzioni, diritti umani da rispettare... l'unico sostegno viene dal volontariato , solo i sacerdoti si occupano di far curare chi è malato anche se non ha i soldi per pagarsi l'ospedale, solo i sacerdoti cercano di proteggere i più indifesi dai soprusi e dallo sfruttamento...
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6 Dicembre: Oggi è giornata di Battesimi. Sono quattro i bambini che entreranno a far parte della comunità cristiana, pochi, troppo pochi rispetto ai numeri cui sono abituati. C'è una nota caratteristica legata al Battesimo: nelle Filippine è necessario portare il certificato di Battesimo quando si richiede il passaporto.
Nel pomeriggio incontriamo i bambini del centro nutrizionale che sono riuniti a pranzo in Parrocchia con le loro mamme: ve ne sono alcuni molto piccoli e denutriti che mangiano con gusto il loro piatto di riso e la loro porzione di carne di pollo. Tutti però si fermano un momento per salutarci e per ringraziarci, ci guardano come se fossimo veramente persone speciali, noi che in realtà facciamo solo un piccolo sforzo, piccolo ma per qualcuno fondamentale per andare avanti.
E' arrivata l'ora della S. Messa in comunicazione con Paderno: qui sono le cinque del pomeriggio mentre a casa sta per iniziare la S.Messa delle ore dieci. La Chiesa è gremita di gente, tutto è stato preparato nei minimi particolari, è stato allestito un coro, è stato portato il telefono per il momento di "comunione" tra le nostre due comunità... E' un momento toccante e commovente: essere qui in mezzo ad una comunità così ricca dal punto di vista spirituale ed umano è qualcosa che sfortunatamente non si può rendere a parole.
Questa anche per i parrocchiani di Tondo è una S. Messa particolarmente ricca di significato, si respira un'aria di festa, si balla e si canta, ma tutto cessa e cala un silenzio impenetrabile al momento del collegamento telefonico: nonostante la necessità della traduzione simultanea da parte di Padre Giovanni nessuno sembra distrarsi o pensare ad altro.
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7 Dicembre: Il viaggio è quasi terminato e oggi la giornata è dedicata a questioni più tecniche: aggiornare gli elenchi dei bambini adottati dalla nostra Parrocchia, cercare di fare ordine sulle fotografie e sulle pagelle degli adottati, chiarire in termini monetari quali siano le reali esigenze economiche per il sostegno degli studi dei ragazzi in età scolare.