Parole chiave
Il nuovo complesso è una goccia nel mare della povertà

...abbiamo incontrato un popolo allegro

Testimonianze raccontatici

... Il cammino della speranza


Inaugurazione dei locali
a San Paolo Apostolo, Tondo a Manila

UN SASSO NELLO STAGNO  


(da "Il Foglietto" – periodico dell’Istituto dei Canossiani 1/1994)


Il giorno 5 dicembre 1993 alle ore 15 è stato inaugurato alla presenza del Vescovo ausiliare Mons. Teodoro Bacani il nuovo complesso che in Tondo aiuterà i bambini poveri di Manila a sopravvivere, aggregando la comunità di ottanta, novanta mila persone.

La povertà di Tondo

Questa struttura donata ai Padri canossiani, rappresenta una goccia nel mare della povertà di una delle zone più degradate del mondo, dove il problema principale è quello di trovare giornalmente un pasto caldo per combattere la denutrizione e la rnorte precoce. In questa parte di Manila vivono 500 mila abitanti in abitazioni che nella maggior parte dei casi sono simili ai nostri pollai, fatte con lamiere, senza finestre e senza servizi igienici. Esiste addirittura un agglomerato di abitazioni fatte su palaffitte, appoggiate sul canale di fognatura a cielo aperto che porta al mare. E’ difficile descrivere la puzza che circonda tutta questa zona, incrementata dalla montagna dei rifiuti di tutta la città. Non esistono terreni liberi ed è per questo che ci si adatta in questi maleodoranti ed angusti ambienti in riva al mare.

L'impressione che ci ha colpito subito girando per le strade è la mancanza di anziani; chieste spiegazioni a Padre Stefano, ci ha segnalato in trenta, quarant'anni la vita media di un filippino. Questo è dovuto anche al fatto che i bambini. muoiono per il cinquanta per cento nei primi due anni di vita. Si ha però la sensazione di un popolo allegro, che non si piange addosso le proprie disgrazie.

La dignità con la quale affrontano la dura legge della vita li rende consapevoli del loro stato di sopravvivenza e li rende gentili, sempre disponibili al sorriso ed alla riconoscenza; si aiutano l’un l’altro con fraternità e solidarietà.

Per questo è necessario avere delle strutture parrocchiali di aggregazione della gente, che vede nei padri missionari il loro punto di riferimento e nella religione cattolica l’ancora di salvezza.

Per i bambini e gli ammalati

Lo sforzo che sta facendo Padre Stefano è immane e necessita di aiuti materiali ed umani. Il complesso che abbiamo avuto l’onore di inaugurare è formato da solide strutture in muratura (non dimentichiamo che per diversi mesi all’anno soffiano monsoni che spazzano via ogni cosa che non sia ancorata bene a terra). La chiesa, rimessa a nuovo perchè sempre sommersa dall’acqua a causa della sua posizione al di sotto del livello del mare, è al centro di locali adibiti a centro nutrizionale per bambini malnutriti, piccola clinica dentistica per bambini, scuola materna. I bambini devono essere scovati dai Padri nelle loro abitazioni per essere nutriti: particolare trascurabile è che alcuni di loro mangiano a giorni alterni, magari anche saltando il pasto per due o tre giorni, se la famiglia non lo provvede per mancanza di cibo.

Si potrebbe fare un romanzo soltanto con i pochi giorni che abbiamo trascorso e le molte testimonianze ed episodi raccontatici da Padre Stefano.

Ne citiamo uno che ci sembra il più significativo di una realtà che va al di là dì ogni immaginazione. In una delle 7.200 Isole Filippine c'è un bambino che deve essere operato di appendicite; quindi occorre trasportarlo in ospedale a Manila. I genitori poverissimi vendono quel poco che hanno, bestia e barca, per poter pagare il viaggio. Raggiungono Manila, portano il bambino in ospedale e viene avviato in sala operatoria. Premesso che non esiste nessuna forma di assistenza sanitaria, il chirurgo inizia l'operazione. Sorge un dubbio: i genitori hanno da pagare l'intervento? L'infermiera risponde di non saperlo, ma che fuori della porta c'e il padre del ragazzo. Il chirurgo lascia momentaneamente la sala, chiede ai genitori se hanno i soldi per pagare l'operazione. La risposta è negativa perchè tutto era stato speso per il viaggio. Ritorna in sala operatoria, chiude il ventre del bambino senza asportare l'appendice e lo rimanda a casa. Dopo due giorni il bambino muore di peritonite. E la cosa più tragica è che nessuno osa denunciare il chirurgo.

Questi sono episodi che suonano offesa al mondo intero.

Il cammino della speranza

Però c’è anche il cammino della speranza. Abbiamo incontrato da Padre Stefano una coppia di giovani coniugi che da anni vivono a Manila aiutando i missionari; c’era anche un vigile urbano di Roma che ha fatto le ferie vivendo questa realtà.

Purtroppo, come dice la Bibbia, la messe è molta ma gli operai sono pochi; quindi bisogna sensibilizzare la gente affinchè i problemi di questo popolo lontanissimo siano anche i nostri ed ognuno, secondo le sue possibilità, offra braccia e viveri per alleviare le sofferenze dei nostri fratelli. Solamente con la presa di coscienza che noi siamo stati oltremodo fortunati a vivere nel nostro paese, è possibile spingere soprattutto i giovani a fare qualche mese di esperienza e di volontariato presso le missioni.

Durante la solenne Messa di celebrazione dell'inaugurazione della struttura, è stato detto al vescovo, al parroco ed ai cittadini di Tondo che abbiamo gettato un sassolino nello stagno e che speriamo che le onde che si propagano raggiungano i cuori di molti, affinché gli sforzi di pochi non siano inutili, ma producano nuove energie vitali in favore del nostri fratelli filippini.